mercoledì 2 ottobre 2013

Cos’è la paranoia?

Un uomo finisce col diventare 
ciò che pensa di essere.
(Mohandas Gandhi)


La paranoia è una modalità rigida di pensiero che spinge chi ne soffre a non fidarsi di nessuno, tranne che di se stessi e a dubitare di tutti. I temi di base dei pensieri paranoici sono orientati alla diffidenza e alla sospettosità, e in particolare a cosa gli altri pensino di lui e a come stiano tentando di ingannarlo. Qualsiasi parola o azione espressa dagli altri viene interpretata come minacciosa.
La lente patologica costringe il paranoico in un mondo egocentrico in cui tutti agiscono contro di lui, per questo si sente costantemente sotto attacco. L’unica soluzione che momentaneamente riesce ad allentare l’ansia costante, ma in seguito diviene la gabbia in cui si chiude da solo, è difendersi costantemente dagli attacchi esterni che possono arrivare da un momento all’altro, quindi cerca incessantemente di tenere la situazione sotto controllo.
Vivendo in questo clima di sospetto e diffidenza arriva a dubitare delle azioni e intenzioni dei propri familiari, o della fedeltà del partner, o della lealtà di un amico, cosa che lo spinge ad effettuare un monitoraggio costante, per evitare di essere tradito.
Per capire come viene giudicato dagli altri tende a trascurare i contenuti delle conversazioni prestando però molta attenzione al linguaggio non verbale. La credenza sulla veridicità dei propri costrutti mentali è così radicata che percepiscono gli altri o il mondo o Dio come sbagliati. I problemi non provengono da loro stessi. Quindi hanno solitamente un’alta resistenza al cambiamento e sono spesso trascinati in terapia dai familiari preoccupati e esasperati da comportamenti strani, bizzarri e spesso aggressivi (tendono ad esplodere all’esterno la rabbia).
La forma più grave si ha quando il paranoico arriva a credere di essere perseguitato o spiato, fino a vivere immerso in una realtà tutta sua in cui qualcuno lo vuole avvelenare, o è vittima di un complotto, o dio lo ha scelto per compiere una missione, o si sente osservato, controllato, pedinato.
In tutti i casi comunque la paranoia scaturisce dai pensieri stessi del paranoico che divengono la verità assoluta. La realtà che tutti percepiamo viene trasformata dalla lente patologica per assecondare il tema paranoico di fondo.   

Le tentate soluzioni che non risolvono ma peggiorano il problema sono:

Controllo della realtà esterna

Sentendosi costantemente sotto minaccia, l’unico modo per non essere attaccato è restare costantemente sulla difensiva. Quindi controlla scrupolosamente tutto e tutti. Mostrandosi agli altri con un comportamento chiuso, sospettoso, sempre sul chi va là, non fa altro che mettere chi gli sta intorno a disagio e sulla difensiva e quindi sarà guardato a sua volta con diffidenza. Tutto questo non fa che alimentare la sua credenza che gli altri ce l’abbiano con lui. Quindi è la tenta soluzione di controllo crea un circolo vizioso nel quale: io sospetto gli altri e li controllo, per questo mi pongo in modo che gli altri sospettino di me, alla fine troverò nei loro sguardi e nei loro atteggiamenti la conferma dei miei dubbi e mi comporterò sempre più in modo sospettoso.

Ricerca di conferme che avvalorino i suoi sospetti

Dubitando sempre di tutto e tutti, e non potendosi fidare di nessuno tranne che di se stesso, vive costantemente nel dubbio. Da una parte le persone care che guidate dal buon senso cercano di farlo ragionare, spiegandogli razionalmente che sta adottando dei comportamenti “strani”, dall’altra i suoi pensieri che lo guidano al sospetto (se non mi capisci, trami contro di me). Questa dualità tra “buonsenso e struttura rigida d’interpretazione del mondo” lo spinge a cercare costantemente indicazioni che avvalorino i suoi radicati costrutti mentali. Tutte le informazioni vengono interpretate in modo rigido, sempre in linea con la propria idea di minaccia. Ad esempio: “Se vuoi farmi prendere il medicinale non è perché vuoi il mio bene ma perché mi vuoi avvelenare”.

Coinvolgere i familiari


Capita spesso che i familiari vengano coinvolti (se non sottostanno scatenano un esplosione di rabbia) in pratiche particolari o inusuali volte sempre alla difesa da un possibile attacco dall’esterno. Ad esempio, spegnere le luci per far credere alla CIA di non essere in casa, oppure recitare preghiere di gruppo per scacciare il maligno. Naturalmente tale atteggiamento va solo a rinforzare le credenze del paranoico.

Per chi volesse approfondire, consiglio la lettura di questo articolo:
Che differenza c’è tra ossessioni e paranoie?

Per sapere come si opera in sede terapeutica per risolvere questo tipo di problemi vi consiglio di leggere: Come si costruisce la soluzione ad un problema psicologico?






Dr. Patrick Bini