martedì 16 luglio 2013

Cosa sono le ossessioni?

Quanti uomini conoscono la differenza 
tra un'ossessione che si subisce 
e un destino che si sceglie?
(Denis de Rougemont)


Il termine ossessione si trova quasi sempre associato a compulsione, ma in realtà il disturbo ossessivo presenta molteplici peculiarità che lo rendono ben diverso dall’ ossessivo-compulsivo che spesso rappresenta una sua evoluzione. L’ossessione è descrivibile come un pensiero fisso, fuori controllo, che può afferire a qualsiasi ambito di vita, quindi allo studio, allo sport, al lavoro, alla sfera sociale e affettiva.
Chi soffre di questo disturbo tende a pianificare un insieme di regole che vanno seguite scrupolosamente per raggiungere lo scopo che si è prefissato. 
La credenza che le regole da pianificate, siano l’unico modo per raggiungere l’obiettivo, li rende rigidi e chiusi a qualsiasi alternativa. Qualsiasi cosa ostacoli la loro pianificazione dev’essere allontanato, qualsiasi critica o suggerimento è visto con forte ostilità perché potrebbe minare il loro modo di fare le cose, che è l’unico giusto.
Non riescono ad osservare le cose dal punto di vista degli altri che secondo loro non capiscono e non sanno fare le cose per bene, anzi,  non perdono occasione per cercare di insegnare il modo corretto di farle, ed ogni opposizione è percepita come una questione di principio in cui non si possono raggiungere compromessi. Questa credenza (posso fare bene solo io) li porta a rifiutare l’aiuto altrui, finendo per perdere amicizie e cari con il loro comportamento scontroso e intollerante.  Appaiono inoltre avari e tradizionalisti, chiusi a qualsiasi novità non contemplata dalla loro visione rigida, stacanovisti e dediti al lavoro. Malgrado tutto il loro impegno però, sono talmente centrati sul dover controllare scrupolosamente e costantemente tutto ( loro stessi, gli altri e persino l’andamento casuale degli eventi), da perdere un sacco di tempo per seguire le proprie regole, così che l’obiettivo iniziale viene spesso perso di vista.
Tempo fa una mia paziente definì così il proprio stato:
“Se dovessi definire le mie ossessioni, le descriverei come  la paura che qualcuno mi possa nuocere, non fisicamente, ma sabotandomi nelle mie cose, impedendomi di raggiungere i miei obiettivi, questa è la mia vera ossessione dalla quale poi scaturiscono tutte le altre…”

Le tentate soluzioni disfunzionali che invece che risolvere mantengono il problema sono:

Controllo tutto.

E’ proprio il tentativo di far andare le cose come pianificato che fa perdere il controllo. Non è possibile controllare tutto, tantomeno l’andamento casuale delle cose o il libero arbitrio di chi ci sta intorno. Da qui si origina la rabbia (quando il procedere degli eventi inizia a sfuggirgli di mano) che poi viene esternata verso gli altri quando li ostacolano o contraddicono. Quindi, uno dei primi passi terapeutici, consiste nell’iniziare a scalfire la credenza secondo la quale sono loro i detentori della verità assoluta, e le regole che seguono cecamente, sono l’unico modo per fare bene.

Tagliare i rapporti con chi rema contro

Una delle tentate soluzioni socialmente più utilizzate dagli ossessivi, con chi li contraddice o non si piega al suo volere, è tagliare i rapporti (sono molto arroganti). Quando ciò non è possibile, perché ad ostacolarli nell’intreccio della loro trama è un familiare, iniziano ad assumere un atteggiamento scontroso, superbo e rabbioso. Spesso, per mantenere la “quiete”,  i familiari finiscono per rimanere in ostaggio del suo volere. 


La Terapia Breve strategica risulta molto efficace nel trattamento dei disturbi ossessivi, attestando la percentuale di risoluzione completa del problema nell'89% dei casi trattati.


Per saperne di più potete consultare:


 "come si costruisce la soluzione ad un problema psicologico".

"Differenza tra ossessione e paranoia"

Bibliografia

G. Nardone, Solcare il mare all’insaputa del cielo, Milano, Ponte alle Grazie, 2008.

G. Nardone, Cavalcare la propria tigre, Ponte alle Grazie, 2003.





Dr. Patrick Bini